Come inizia una passione per la bici

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Agli esordi

Nel 2012 vivevo a Melbourne, in Australia. Avevo a disposizione treni, metro, tram e autobus per poter andare sempre ovunque senza bisogno di possedere un’automobile. Per me i mezzi costavano comunque caro.

Un giorno scoprii in un negozio del centro una bici che costava quanto 3 abbonamenti mensili ai mezzi, cioè circa 350€. Perché non investire?

Decisi così di acquistare la mia bici da corsa.

I primi tempi

Usavo la bici per tutto: andavo al lavoro, uscivo la sera e facevo commissioni. Tornavo dal supermercato legando i manici delle borse al telaio.

Uscivo con qualsiasi tempo e non mi importava di prendere la pioggia. In due anni avrò preso il tram un paio volte per non bagnarmi.

Notai subito che avendo la bici come unico mezzo:

  • risparmiavo sui mezzi di trasporto
  • potevo permettermi di non avere un auto (risparmio in benzina, assicurazione e tasse)
  • mi mantenevo attivo fisicamente
  • scoprivo luoghi nascosti percorrendo strade secondarie, vicoli e piste ciclabili
  • arrivavo dove alle auto non è permesso
La mia prima bici australiana acquistata di seconda mano su Gumtree. Mordialloc, VIC, Australia. 2012.

Le prime uscite

Un giorno decisi di provare a fare il ciclista vero perché mi resi conto che fino ad allora avevo usato una bici da corsa solamente come mezzo di trasporto. Percorsi la pista ciclabile lungo lo Yarra River, in mezzo a pedoni che mi ostruivano il passaggio e altri ciclisti che mi sfrecciavano di fianco.

Mi divertii un sacco e riscoprii sensazioni che non provavo da tempo: lo stupore di quando vedi posti nuovi e la soddisfazione che hai nel raggiungerli con le tue forze, la liberazione dal caos cittadino, la serenità dei momenti di solitudine e silenzio, l’amore per la natura e l’euforia che ti danno la velocità e il vento in faccia.

Iniziai cosìaa a esplorare la città, la sua periferia e le sue coste con la mia bici, aggiungendo pian piano qualche chilometro e affrontando anche qualche timida salita.

Vista sulla baia di Geelong, VIC, Australia. 2012.

I primi giri lunghi

Il mio modo di fare sport è guidato dal mio amore per la natura e dalla mia curiosità. Amo la montagna, il mare e i posti nuovi.

Iniziai così a spingermi oltre i confini della metropoli caricando la bici in metro per andare a esplorare più lontano.

Scalai le mie prime salite su Mt. Dandenong perché dalla sua cima mi godevo delle viste straordinarie sulla città.

Qualche sabato mattina prendevo il treno e scendevo Lara per fare il giro di tutta la baia passando per Geelong, traghettando tra Queenscliff e Sorrento e riprendendo il treno a Frankston, completando così i miei primi itinerari al di sopra dei 100km.

Adoro percorrere strade lontane e poco trafficate perché mi fa sentire libero e avventuroso.

I Dodici Apostoli sulla Great Ocean Road. VIC, Australia. 2013.

I primi viaggi

Quando la mia permanenza in Australia stava giungendo al termine mi resi conto che non avevo ancora visto la East Coast. Diventò un pensiero fisso, quasi un’ossessione. Avrete già capito vero?

Sono fatto così, avevo già deciso prima ancora di valutarne la fattibilità: avrei percorso la costa est dell’Australia da Sydney a Brisbane durante le mie vacanze estive di Natale.

Inserii il mio zaino da backpacker in un sacco nero per la spazzatura e lo legai a un portapacchi con degli elastici. Era un bagaglio decisamente inadatto allo scopo… Mi avviai così verso l’aeroporto con un biglietto di sola andata, pieno dell’eccitazione che danno le incertezze. Non prenotai nessuna notte, né pianificai alcuna tappa. Calcolai solamente quanti chilometri avrei dovuto fare in un giorno per avere un’idea di dove mi sarei potuto fermare.

Percorsi infine più di 1000km in 8 giorni e fu l’esperienza più entusiasmante della mia vita, decisamente indimenticabile. Correvo lungo strade, autostrade e vicoli. Prendevo traghetti. Quasi svenivo per la fatica, per il male al sedere, per il calore insopportabile e per il rumore assordante delle cicale. Un giorno mi buttai a terra lasciando cadere la bici prima di svenire veramente. Però mi sentii vivo e padrone del mio destino. Fui ripagato dalla meraviglia e dalla soddisfazione, e conservo un ricordo indelebile.

Decisi che non sarebbe stata l’ultima volta.

Cartello di benvenuto in Queensland. QND, Australia. 2013.
Vista su Brisbane. QND, Australia. 2013.

Infatti, quando tornai in Italia organizzai con un mio amico, Leonardo, un altro viaggio ugualmente indimenticabile. Partimmo dalle nostre rispettive abitazioni e arrivammo dritti in spiaggia a Marina di Alberese in provincia di Grosseto. Attraversammo la Pianura Padana, gli Appennini e città come Ferrara, Bologna e Firenze.

Spostarsi in bici con le proprie forze e senza troppi programmi trasforma il viaggio un’avventura eccitante a cui non si riesce più a rinunciare.

Vista su Firenze. Italia. 2014.

Al giorno d’oggi

Nella quotidianità mi tengo allenato con uscite collinari lunghe tra i 20km e i 30km percorrendo strade sui Colli Berici e sui Colli Euganei, cercando di variare gli itinerari per approfondire la mia conoscenza del territorio.

Generalmente evito i tratti pianeggianti perché mi annoiano, dato che esco sempre in solitaria.

Organizzare tour di più giorni è diventato più impegnativo perché credo che il vivere nel proprio paese d’origine, e non in un paese straniero, trattenga la mente in uno stato di comodo: mi sento a casa e non è facile trovare quello stimolo all’avventura che arriva in automatico quando si vive in posti nuovi.

Infatti, uno dei motivi per cui ho deciso di scrivere questo blog è per stimolarmi e per impegnarmi concretamente a mantenere vivo il mio spirito avventuroso.